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MULTI: la rivoluzione della mobilità all’interno degli edifici

Innovazione

Il primo ascensore al mondo senza funi progettato dalla tedesca ThyssenKrupp permetterà movimenti laterali e rotazioni di 90°

A distanza di più di un secolo e mezzo dall’invenzione dell’ascensore, l’azienda tedesca ThyssenKrupp è pronta a stravolgere il mercato e il mondo delle costruzioni con MULTI, il primo ascensore al mondo senza funi, capace di muoversi sia verticalmente che orizzontalmente. MULTI è stato presentato nel 2017 ma bisognerà aspettare il 2020 per vedere la sua prima applicazione nell’OVG East Side Tower di Berlino.

MULTI permetterà minori tempi di attesa grazie alle cabine che si muovono in loop all’interno di un singolo vano, inoltre garantirà portate maggiori e ingombri ridotti grazie ai nuovi materiali e alle tecnologie introdotte, permettendo così di ottimizzare le strutture, sfruttando al meglio gli spazi e soprattutto rivoluzionando la mobilità all’interno degli edifici.


Foto: MULTI, ©ThyssenKrupp

Sicuramente vi sono stati parenti dell’ascensore moderno lungo tutta la storia, addirittura Vitruvio riporta come Archimede di Siracusa avesse costruito dei macchinari simili ad ascensori, mentre altri esempi compaiono già nella Spagna islamica. L’origine dell’ascensore sembra risalire alle macchine impiegate per le scenografie dell’epoca Romana, con un perfezionamento all’inizio del XIX secolo nel campo dell’industria: miniere e nei porti. Altre forme di ascensore comparvero nei palazzi nobiliari europei, infatti, nel XVIII secolo fu realizzata alla reggia di Versailles una “sedia volante”, che dopo poco sarà replicata anche nella Reggia di Caserta per spostare persone da un piano ad un altro.

La prima applicazione dell’ascensore moderno risale al 1853, quando l’inventore e industriale Elisha Graves Otis presentò – in occasione della Esposizione Mondiale di New York– la sua invenzione al grande pubblico. Il brevetto ufficiale appartenente a Otis risale al 1861, dopo che lo stesso inventore americano aveva messo a punto un sistema di sicurezza tramite paracadute, al fine di impedire la caduta violenta della cabina in caso di guasti o rotture ai cavi. Quattro anni dopo la presentazione all’Expo di New York, nel 1857, venne installato il primo ascensore al numero 488 Broadway di New York presso l’Haughwout Building, progettato da John P. Gaynor. Negli anni successivi, altri famosi ingegneri lo perfezionarono attraverso l'adozione di circuiti idraulici e con il motore elettrico, introdotto negli ascensori nel 1880 dall'inventore tedesco Werner von Siemens. In questo caso, il motore veniva installato sopra la cabina, permettendo così la risalita per mezzo di un sistema di ruote dentate a pignone che si innestavano in cremagliere disposte ai due lati del pozzo.

L’ascensore, come ricordato da Rem Koolhaas alla voce “elevator” de Elements of architecture (vedi articolo) è alla base della costruzione e della nascita del grattacielo e più in generale della metropoli moderna: “scomparendo nel nucleo del processo, sostituendo il dramma visivo con un'esperienza surreale e sconnessa che si sposta ciecamente tra i piani… all'interno della cabina dell'ascensore, i passeggeri sono prigionieri volontari in un campionamento casuale dell'umanità - un fermo immagine della città…”*.

L’ascensore, dunque, come veicolo moderno che ha permesso la costruzione delle metropoli “verticali”, New York su tutte, un modello rimasto invariato per più di un secolo, se non per alcune diverse applicazioni come l’ascensore twin-deck (doppio piano) del 1932 o il primo parcheggio per auto con elevatori del 1963, entrambi progettati da Otis a New York. La prima grande innovazione risale alla metà degli anni ’90 quando l’azienda Otis – con il sistema Odissey – propose un sistema in cui due capsule viaggiavano indipendenti all’interno dello stesso nucleo, aprendo così a nuove possibilità, a movimenti in orizzontale e addirittura in diagonale.

L’ascensore progettato dalla ThyssenKrupp prosegue questa traiettoria introducendo una grande innovazione tecnologica: il sistema di trazione a motori lineari in uso sul Transrapid, il treno ultraveloce a levitazione magnetica.


Foto: MULTI, ©ThyssenKrupp

L’ascensore MULTI rivoluziona il mondo delle costruzioni, garantendo movimenti sia verticali che orizzontali, e quello dell’architettura, permettendo forme e altezze mai immaginate

Infatti, MULTI vuole rispondere alle domande poste dalla crescente urbanizzazione e dalle ambizioni progettuali degli edifici in altezza, fornendo soluzioni di mobilità nuove, sempre più compatte e rapide. A partire dal 2017 alcune di queste risposte sono state messe alla prova nella Test Tower di ThyssenKrupp a Rottweil. Una torre alta 246 metri che emula l’altezza dei grattacieli per testare il sistema di trasporto, spingendolo sino alla velocità di 18 m/sec. La Test Tower fornisce lo spazio verticale necessario sia per la prova dei sistemi di accelerazione e frenata che per la simulazione del comportamento reale di edifici sottoposti a sensibili oscillazioni, che rappresentano una delle più grandi sfide nello sviluppo di un ascensore. Per questo la torre è dotata tra l’altro di uno smorzatore armonico di 240 tonnellate progettato per compensare tali oscillazioni.

L’innovazione del sistema MULTI ha ricevuto negli ultimi due anni numerosi premi ed è stata anche inserita dalla rivista TIME nelle “25 world's best innovations” del 2017.  Si tratta di sistema flessibile che, grazie alla trazione lineare e ai binari, permette alle cabine di ruotare di 90°. Inoltre, le cabine magnetizzate operano nello stesso albero su una pista elettromagnetica che consente spostamenti orizzontali e verticali, rievocando le scene degli ascensori usati da Harry Potter o da Willy Wonka.

L'ex presidente del consiglio esecutivo di ThyssenKrupp, Andreas Schierenbeck, al lancio del sistema ha dichiarato "crediamo che MULTI sia un vero e proprio punto di svolta che trasformerà davvero il modo in cui le persone si spostano, lavorano e vivono nel nostro ambiente costruito"**.

 

 

*Enabled the skyscraper and the modern metropolis, disappearing into the core in the process, substituting visual dram with a surreal, disconnected experience shuttling blindly between floors… inside the elevator cab, passengers are voluntary captives in a random sampling of humankind – a freeze-frame of the city…

**We believe Multi is a genuine game-changer that will truly transform the way people move, work and live in our built environment

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